Dirk Gently serie tv: recensione di una stramberia

Dirk Gently- Agenzia di investigazione olistica, è la serie tv di Max Landis che d’ora in poi chiameremo semplicemente Dirk Gently. La faccenda è già abbastanza complicata. Una serie così, una di quelle che non riesci mai a spiegare. Vorresti consigliarla ai tuoi amici, ma non sai mai che dire. Una serie tv calamita di mille aggettivi diversi, qualcosa che non esisteva, che è esistito, e che ora non esiste più. E che peccato.

Dirk Gently è andata in onda dal 2016 al 2017, per un totale di 2 stagioni e 18 episodi. Quando la seconda stagione della serie è approdata su Netflix, sapevamo già che il gioiellino era stato cancellato prematuramente, dopo solo due archi narrativi. O dieci. O mille.

Fa niente, in ogni modo, ci aspettavamo che un prodotto così di nicchia, seppur brillante, ci avrebbe abbandonati presto. Ma forse non ci aspettavamo succedesse subito. Stiamo ancora sperando che qualcuno con le tasche piene di soldi si affacci dalla finestra e urli di voler salvare questa serie.

Bene, con ancora le dita incrociate dopo tre anni, analizziamo insieme le avventure visionarie di Dirk Gently: un uomo a caso, in un posto a caso, con persone a caso, che riesce sempre a fare la cosa giusta.

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU DIRK GENTLY, NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Dirk Gently: Douglas Adams e la serie tv

Douglas Adams, già autore di Guida galattica per gli autostoppisti, ha dato vita al personaggio di Dirk Gently. Lo strambo soggetto è protagonista di una serie di romanzi che portano quel nome lungo e confuso che abbiamo detto all’inizio: Dirk Gently-Agenzia di investigazione olistica.

Inutile specificare quanto la serie tv abbia preso le distanze dalla trama originale. Quando ci troviamo di fronte ad una visione confusa, pensiamo di leggere il libro per capire meglio. Sbagliato. Pensiamo di risolvere un problema, ma non è esattamente così. Se il film o la serie sono molto chiari nella visione e fedeli allo scritto originale, possiamo leggere il libro per accrescere il contesto della trama e della storia. Se però guardiamo qualcosa che non riusciamo proprio a comprendere, o abbiamo di fronte un prodotto strutturato in maniera caotica e complesso da seguire, oppure eravamo distratti e abbiamo perso tutti i passaggi logici. Colpa della televisione, oppure colpa nostra. Comunque, in questo caso “leggere il libro” con tanto di occhiali da vista e tazza di tè, ci servirà a ben poco. O meglio, sarà un’esperienza totalmente diversa.

Tra mille variabili, Dirk Gently ne ha inventata una tutta sua, come al solito. La serie tv e il libro non si somigliano affatto, sembrano essere due avventure diverse con lo stesso protagonista. Se hai visto la serie e cerchi risposte, non cercarle tra le pagine di Douglas Adams. Ma se sei nostalgico della serie, allora vai. Prima che tu vada, mi sento però di avvertirti del monaco elettrico difettoso, e del divano incastrato per le scale. Ah, del gatto sull’albero, e della macchina del tempo ovviamente. E Samuel Taylor Coleridge, stavo per dimenticarmi del poeta romantico.

Dirk Gently e tutti gli altri casi umani

Forse il più grande elemento a favore della fantastica serie tv che è Dirk Gently, è la scelta dei personaggi. Pochi episodi, molti soggetti, grandi caratterizzazioni. Dirk (Samuel Barnett) è un investigatore olistico, che crede “nell’interconnessione di tutte le cose“, essenzialmente procede nelle sue indagini agendo senza nessuna logica. Ogni azione che compirà, totalmente sconnessa dalla precedente e pure dalla successiva, lo porterà più vicino a risolvere il suo bizzarro caso.

Una dote che tutti vorremmo. Risolvere un omicidio andando a mangiare una pizza.

Dirk Gently serie tv

Poi c’è Todd (Elijah Wood) che cerca di rimettere insieme i pezzi della sua stressante vita. Ciò comprende anche il rapporto con sua sorella Amanda, che soffre di “pararibulite”. Una malattia del sistema nervoso in grado di farle percepire come reali, delle allucinazioni spesso dolorose. Abbiamo Bart, un’assassina olistica che uccide semplicemente ascoltando i consigli dell’universo. Farah, una guardia del corpo travolta dalle indagini di Dirk e Todd, Ken, hacker rapito da Bart. E non meno importante, il Trio Chiassoso, composto ovviamente da quattro individui.

Per non parlare della seconda stagione, tra maghi, streghe, principi e profezie.

In una storia totalmente disconnessa dalla realtà, ogni personaggio è credibile. In una serie che ha rivalutato il concetto di credibilità. Ognuno di questi personaggi sarebbe fuori luogo in un qualsiasi altro racconto, ma non in Dirk Gently. Far funzionare bene così tanti elementi non sarebbe facile nemmeno in dieci stagioni, figuriamoci in 18 episodi. Eppure una volta immersi nell’atmosfera delle vicende, si ha l’impressione di una realtà sempre più fondata. Anche quando ci sono il gatto nero e lo squalo nel bosco, e poi il gatto nero.. insomma lo avete visto.

Dirk Gently: serie tv qua e là tra Sherlock e Doctor Who

Stesso discorso da applicare al genere narrativo. Abbiamo sicuramente la commedia, la fantascienza che nella seconda stagione cede al fantasy, un giallo investigativo, una sorta di thriller, e a tempo perso anche un horror sperimentale. Non hai idea di cosa stai guardando, ma non puoi smettere di guardare, non riesci a capire, ma non puoi smettere di provarci. Non hai nemmeno la lucidità per fare ipotesi. Speri che la soluzione piova dal cielo, ma quando cade sei anche un po’ dispiaciuto. Ne volevi ancora.

Ci sono talmente tanti archi narrativi, da estrapolarne almeno una decina di serie tv diverse. Dirk funzionerebbe anche da solo, funzionerebbe con qualsiasi altro essere vivente intorno. E tutti gli altri personaggi hanno una contestualizzazione abbastanza valida da poter essere i protagonisti di una loro personale storia.

Dirk è un’entità a metà tra Sherlock e il Dottore. Di conseguenza l’intero show sembra essere un episodio crossover tra Sherlock e Doctor Who.

Vediamo un po’, classica avventura di fantascienza, umorismo qua e là, macchine del tempo, ragazze imprigionate nel corpo di cani e viceversa, bacchette magiche e strane profezie. Beh si, mi sembra che manchi solo il Dottore.

Ed è qui che subentra la vena di Sherlock, con le indagini, i folli metodi investigativi, l’enigma da risolvere. La capacità che ha di coinvolgere intorno a sè ognuno, per la risoluzione del caso.

Al centro tra questi due universi magici, Dirk Gently ha trovato una sua dimensione narrativa inarrivabile. Un’atmosfera che ne ricorda altre, ma mille insieme. Alla fine dei conti Dirk Gently coglie talmente tante citazioni, da non assomigliare più a niente, se non a se stesso.

L’universo nelle piccole cose

L’interconnessione di tutte le cose di cui Dirk parla sempre, è profondamente poetica. Accetta una visione bambinesca della vita, in cui tutto può sorprenderti e tutto è indispensabile al fine di migliorare. Tutto è connesso e tutto si rivela in altre mille cose. Nel contesto della serie, questo meccanismo aiuta Dirk a raggiungere le soluzioni dei suoi casi, ma sul piano personale, allo stesso tempo ne è confuso, quasi destabilizzato. Immaginate di potervi muovere a casaccio nel mondo, semplicemente fare ogni giorno ciò che vi sentite di fare. Alla fine avrete comunque un lavoro, una famiglia, delle passioni, e centinaia di esperienze vissute. Anche se il destino vi poterà dove dovete arrivare, vi sentirete sempre persi. Perchè scegliere di fare questo oppure quello, non è propriamente scegliere. Non puoi semplicemente lasciarti trasportare dagli eventi, senza mai decidere di non prenderne parte.

In questo senso Dirk è profondamente confuso, ha vissuto più di chiunque altro, a suo modo, ma ha sempre la sensazione di non averlo fatto abbastanza. Da questo spunto narrativo nascono le maggiori incomprensioni tra Dirk e Todd, che invece di scelte, se ne intende parecchio.

Allo stesso tempo la visione entusiasta e “infantile” della vita che ha Dirk deriva proprio da questo. Dall’assenza di valutazioni logiche degli eventi. Tutto è magico, tutto è giusto, tutto va bene, così come viene. Approccio che non è del tutto condannabile, tutti dovremmo rapportarci alla vita con entusiasmo e curiosità anche delle piccole cose. Ma dovremmo farlo con coscienza e ragione, consapevoli che siamo noi gli artefici del nostro destino, e non un gatto nero incontrato per strada.

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Dirk Gently: una serie tv che non ha funzionato, o che ha funzionato troppo?

Cosa è successo a questa serie per non evitare una precoce cancellazione? La verità non è chiara. La serie meritava sicuramente più spazio e più stagioni. Un prodotto così originale, certo non poteva conservare la sua originalità troppo a lungo senza cadere nello stereotipo. Ma siamo tutti d’accordo che due sole stagioni sono immeritate per una storia così. Dirk Gently è stato pensato per essere un insieme di mille cose, per dar voce a mille personaggi, con mille opinioni diverse riguardo il mondo e la vita stessa. Si, è un po’ confuso, ma è tutto merito di uno studio di scrittura accurato. Doveva essere così, caotico. E lo è stato. Quando un prodotto viene esattamente come doveva venire, non dovrebbe essere un bene? Alla fine ogni tassello si inserisce nel muro del racconto, tutte le vicende si intersecano, i personaggi si raggiungono a vicenda e la soluzione illumina lo schermo.

Questa serie è stata forse troppo efficace, è riuscita troppo bene nel suo intento. E forse non è piaciuto. Purtroppo prodotti così intelligenti e luminosi non sono destinati nè a piacere a tutti, nè a raggiungere un certo tipo di fama. Per questo esistono i cult. E tra qualche anno scommetto che ci riferiremo a Dirk Gently proprio con questa parola.

In un mondo di persone che ormai troppo spesso non sanno scegliere quali serie mandare avanti e quali no, speriamo che il destino prenda il sopravvento. Magari a qualcuno cadrà un caffè sulle ginocchia in ufficio, e da quel momento l’interconnessione di tutte le cose lo porterà a riaprire una strada a Dirk Gently.

Una serie tv scivolata silenziosamente nel catalogo Netflix. Uno show che ci ha dato molto, a cui abbiamo dato troppo poco in cambio.

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