Criminal minds 15: così si conclude il viaggio

Criminal Minds ha segnato una parte importante del panorama seriale. Il genere crime, che è sempre stato molto apprezzato, ha trovato in questa serie una trasposizione originale, cruda, e sempre poetica. Criminal Minds è stato molto, e chi ha seguito questa serie fin dai suoi albori, sa bene di cosa sto parlando. Criminal Minds 15 ha segnato definitivamente la fine di questa splendida serie tv, e non solo in senso materiale. Una fine dell’animo, la fine dello spirito di Criminal Minds, che si era affievolito e che in questa ultima stagione è totalmente scomparso.

Ma cosa è successo in Criminal minds 15? Un po’ di tutto, vediamo insieme.

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU CRIMINAL MINDS 15, NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Sul Jet per un nuovo caso

Ogni settimana che passava, incatenati di fronte alla tv, non vedevamo l’ora di scoprire un nuovo caso. Fondamentalmente, i casi sono sempre stati la colonna portante di Criminal minds. Quando questa serie è arrivata nelle nostre case, nel lontano 2005, il pretesto dei gialli investigativi attraverso la psicologia, era stato in parte già trattato da altri prodotti seriali. Ma mai come lo stava facendo Criminal Minds. Le storie erano crude, dettate da quelle menti criminali che regalano il nome alla serie. Le trame, episodio dopo episodio, si rivelavano sempre più originali e distintive. I famosi soggetti ignoti erano sempre più disturbanti, e anche grazie all’aiuto di immagini forti ed esplicite, hanno in ogni occasione trovato il modo di spaventarci. Molti dei serial killer visti, apparivano in un solo episodio, ma riuscivano a rimanere impressi nella nostra mente.

Seguiamo Criminal Minds da 15 anni, ma ancora ricordiamo del Killer del Sentiero, del Killer dello Zodiaco, di quel tipo strambo che imbalsamava gli animali con gli occhi delle vittime.

Era tanto tempo fa, eppure il terrore provato nel guardare certi volti probabilmente non sparirà mai. Questo perchè le storie erano costruite in maniera meticolosa, le personalità erano strutturate perfettamente, e le interpretazioni erano sempre mirate e calzanti. Tutto ruotava intorno ai soggetti ignoti, e non c’era spazio per relazioni amorose fuori luogo, improbabili incontri nei parchi pubblici, e giochi da tavola con dadi bianchi.

I personaggi in Criminal minds 15

Non fraintendetemi, è stato affascinante conoscere un po’ alla volta i membri della squadra, ma facciamo un passo indietro. Abbiamo scoperto il passato sotto copertura di Emily solo quando Doyle ha bussato alle porte dell’FBI. Will è subentrato nella trama solo quando JJ e gli altri lo hanno raggiunto per un caso. Loro stavano già insieme, ma non ce lo avevano detto. Eravamo abituati ad entrare nelle vite dei personaggi solo in funzione dei casi da risolvere. Ed era proprio bello. Le dinamiche tra i membri della squadra erano sempre presenti, ma velate. Quando Derek e Reid si scambiavano qualche battuta, ci veniva da sorridere. Questo perchè non sapevamo molto, e quei pochi momenti di intimità tra un serial killer e l’altro, erano preziosi e ci piacevano un sacco. Questa magia si è un po’ persa con il tempo, forse per due motivi in particolare.

Le trame

In primo luogo per una questione di trame pura e semplice. C’è da ammettere che già da qualche anno le trame degli episodi hanno iniziato ad assomigliarsi sempre di più. I criminali erano sempre più scontati e poco taglienti. Insomma, di epico c’era poco e niente. La psicologia delle menti malsane era più povera, basata su meno elementi. Questo ha lasciato più spazi vuoti nei 45 minuti degli episodi, andando ad alimentare trame interpersonali che ci interessavano poco. I protagonisti non erano più i soggetti ignoti, ma i membri della squadra. Per una strana considerazione, i protagonisti si erano rivelati più protagonisti delle vicende, quando li vedevamo solo scendere dal jet. Non scendere dal jet, prendere la macchina, entrare in casa loro, mettersi il pigiama, bere un bicchiere di vino e andare a letto.

Mi ripeto, tutti conoscevamo casa di Hotch quando viveva con Haley e il piccolo Jack. In un’occasione eravamo stati anche a casa di Morgan e avevamo incontrato le sue sorelle. In questo caso eravamo lì per un motivo specifico: conoscere Carl Buford. E per quanto riguarda Hotch, il lavoro da casa è stato il principale motivo del suo divorzio, percui.

In ogni modo, forse non ci interessava di come Matt intrattiene i figli a casa, mentre sua moglie incinta è allettata. Ecco tutto.

Le affinità

Seconda ragione, meno lampante, è la scarsa connessione tra i membri della squadra. Si, le ragazze fanno improbabili pigiama party, Rossi aiuta Matt a montare un lettino per il figlio. Ma poi?

Tutta quella coesione che avevamo nelle precedenti stagioni è sparita. La colpa non si può attribuire del tutto al ricambio del cast. Quando Gideon è andato via, è arrivato Rossi. Quando Elle è andata via, è arrivata Emily. E diamine se hanno funzionato bene. Cambiare qualche personaggio non sempre deve essere un male, può succedere che nuovi protagonisti arricchiscano ancora di più una squadra già formata. Ma questi nuovi protagonisti ci dicevano poco. E nonostante ci dicessero poco, gli autori hanno deciso di dirci tutto di loro. Non era necessario.

Questi nuovi membri della squadra, non avevano la carica necessaria a cui eravamo abituati. Non per tutta colpa degli interpreti, ma più che altro dei loro personaggi, poco approfonditi. E non mi riferisco alla loro vita privata ovviamente. Mi riferisco al loro carattere, ai loro pregi, ai loro difetti, alle loro paure, ai loro traumi. Questo volevamo vedere di loro, non il loro armadio.

Insomma, dov’è Elle che spara ai criminali? Ad oggi, quanto sappiamo della sua vita? Un bel niente. Ma questo non ha mai compromesso la carica del suo personaggio. Dai su, era fortissima. Chi se ne importa di come si chiamava sua madre.

Criminal minds 15

Le trame orizzontali di Criminal minds 15

Per quanto riguarda la scarsa originalità delle trame auto conclusive, possiamo chiudere un occhio. O meglio, comprendere. Insomma, non è facile rimanere ad alti livelli dopo 300 episodi alle spalle. Si può capire la latitanza di idee. In fondo molte serie tv peccano di ripetitività solo dopo poche stagioni, e possiamo dire che fino almeno alla sua 12esima stagione, Criminal Minds è rimasto abbastanza originale. Più che concentrarsi sulle vite dei personaggi, forse gli autori avrebbero dovuto tirare fuori degli spunti orizzontali più decisivi.

Il nemico

Dai, volete dirmi che il Camaleonte era un cattivo degno del finale dell’ultima stagione di una serie durata 15 anni che alla fiera mio padre comprò?

Mi sono quasi dispiaciuta che Hotch abbia ucciso Foyet a suo tempo. Quello si che era un malvagio tra i malvagi. Il Camaleonte non ha quella psicologia criminale contorta che tanto ci piace, non è un personaggio iconico, non ha il carisma necessario per gestire un ruolo così importante. Si, è un mago nel cambiare aspetto. Quanti altri lo avevano già fatto? Fondamentalmente da filo da torcere solo perchè è molto bravo a fuggire ed è decisamente antipatico, più che psicopatico. L’interpretazione è poco decisiva, poco tagliente, poco importante.

Avete visto Kat? Odiosa fino a tal punto da essere un cattivo migliore. Il suo personaggio ha sempre avuto una presenza scenica incredibile, e aveva quell’intelligenza e quella psicologia criminale tali, da renderla ipnotica. Certamente più convincente del Camaleonte.

Il suo personaggio ha contribuito al non avere un finale ad effetto, solo un jet che esplode. Poca scena, poche emozioni, pochi sussulti. Un finale in sordina, che non si era visto così nemmeno alla fine della prima stagione. Quando eravamo ancora poco affezionati alla serie, ma avevamo già dei finali fatti bene, con il Re Pescatore.

Le complicità

Alla fine della 14esima stagione avevamo scoperto l’amore segreto di JJ per Reid. Mah. Che ci fosse qualcosa, non era sfuggito agli occhi più attenti. Aveva capito tutto Gideon, come sempre d’altronde. Quando nella primissima stagione aveva regalato a Reid i biglietti per portare JJ a vedere una partita di football. Evento che non ci hanno mai fatto vedere, grazie a Dio.

Questa vicenda, purtroppo, non è stata mai argomentata per 14 stagioni, e non lo è stata neanche dopo. In seguito ad un breve confronto, tutta l’emotività si esaurisce. La tua migliore amica, di cui hai battezzato i figli, dopo 15 anni ti rivela di essere sempre stata innamorata di te, e tu continui a lavorarci insieme come se nulla fosse. Certo, Reid è andato da una psicologa, ma è una cosa che dopo una rivelazione del genere, forse avrebbe fatto chiunque. Spencer ha iniziato a drogarsi per molto meno. Con la sua particolare emotività, è fuori luogo che abbia “superato” questa faccenda con il sorriso dopo poco tempo. Oltretutto ha trovato magicamente nel parco una nuova ragazza, dopo essere stato solo per 15 anni.

Ancora più insensato, è l’interesse di Luke verso Garcia, mai accennato e senza dubbio impensabile. Ne avevamo davvero bisogno?

Criminal minds 15: l’importanza del passato

Dopo aver spiato qua e là i movimenti dei suoi amici, alla fine è Garcia a lasciare la squadra. Ecco ovviamente la festa a casa del povero Rossi, che rivive in un flashback tutte le volte in cui il suo giardino è stato occupato. Durante il brindisi, JJ dice a Garcia di essere il collante del gruppo. Ha ragione.

Con l’addio di Garcia, Criminal minds è davvero finito. E non poteva non finire, rendendo protagonisti i due organi vitali di questa serie, Penelope e Spencer. Ora arriviamo anche a lui.

C’era qualcosa però, che in questa festa mancava, ed è Derek Morgan.

Dunque, Shemar Moore si è sempre rivelato disponibile a possibili cameo. E infatti così è stato, dopo la sua ultima apparizione è tornato almeno un altro paio di volte. Tutti ci aspettavamo che nel finale di stagione sarebbe apparso, a maggior ragione quando abbiamo scoperto che il finale di stagione prevedeva l’addio di Penelope. Evidentemente nessun vecchio interprete si è reso disponibile, o si è accordato con la produzione per registrare un cameo. Che peccato. Per rispolverare il passato, a questo punto gli autori decidono di far soffrire ulteriormente il povero Reid. In pratica un pretesto per farci assaporare dei flashback.

Prima rivediamo delle scene della prima stagione, ci sono Gideon, Elle, Hotch e Morgan. Poi la Strauss, ed ecco finalmente anche Foyet. Inevitabile la presenza di Maeve, che ammettiamolo, non è che lo stesse aiutando proprio molto a combattere per la vita. In un cimitero, sulla tomba di Gideon. Per forza. Un punto di riferimento importantissimo per Spencer. Non dimenticheremo mai quando guardandolo negli occhi gli disse “sono fiero di te” dopo che Reid era riuscito a colpire un S.I. mortalmente.

La vita dopo Criminal minds

Eravamo abituati a vedere ogni cosa. Quando il serial killer incideva sulla vittima la telecamera non si spostava mai. In questa ultima stagione è successo. Non c’era bisogno di distogliere lo sguardo, la televisione lo faceva per noi.

Questo è un po’ l’emblema del finale di serie. Non ci hanno fatto vedere il crimine, il male, le criminal minds che amiamo. Poco sangue, poco terrore, poco trasporto.

Un finale che questa serie non meritava, ma che resterà lì come semplice capitolo di una storia fantastica. Non dimentichiamo mai la bellezza delle stagioni precedenti di questo show. Uno dei più seguiti al mondo. Una serie che ha scritto un capitolo importante della televisione, e che ha cambiato il genere crime per sempre.

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