Penny Dreadful City of Angels: così rinasce il cult

il 26 aprile ha finalmente debuttato sul canale statunitense Showtime, Penny Dreadful City of Angels. Primo episodio di 10, dalla durata di un’ora abbondante. Un’esperienza mistica, visionaria, travolgente e magica. Un pilot che ha dato un’immagine alla definizione stessa di pilot. Certo, tutto può succedere. Ma per ora City of Angels è stato proprio come ce lo aspettavamo: un vortice di personaggi, violenza, colori e musica.

Ecco cosa è successo nel primo episodio.

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU PENNY DREADFUL CITY OF ANGELS, NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Trama dell’episodio

I 65 minuti, principalmente servono ad introdurci ai personaggi, agli scenari e ai temi della serie. Nonostante ciò, le trame fondamentali sembrano essere già ben impostate.

Siamo nel 1938 e Tiago Vega è un giovane intraprendente, il primo detective di Los Angeles di origine messicana. Dopo aver festeggiato con la sua famiglia il recente ingresso nelle forze dell’ordine, viene immediatamente convocato. Tiago e il suo partner, Lewis, lavorano su un macabro omicidio che sembra far riferimento alla cultura di Santa Muerte. Nel frattempo i membri attivi della città vogliono radere al suolo la comunità messicana, e della famiglia di Tiago, per costruire una nuova strada. Il fratello più grande del protagonista sembra il più coinvolto dalla faccenda, tanto da prendere parte a proteste attive. Allo stesso tempo, la matriarca della famiglia Vega prega, in una scena claustrofobica, affinchè Santa Muerte protegga i suoi figli.

penny dreadful city of angels

Poi c’è la sfera politica, impersonata da Charlton Townsend, capo della sezione trasporti di Los Angeles e da Peter Craft. Un pediatra tedesco a capo del German-American bund, un movimento di fazione nazista. L’uomo mantiene la madre di Tiago, in quanto governante, e ha un incontro ravvicinato (decisamente del terzo tipo) con il demone Magda.

Santa Muerte e Magda sono le protagoniste per eccellenza, due sorelle legate da una profezia e dal dolore. La prima si occupa di dislocare le anime dei defunti in paradiso, icona di protezione, perdono e sicurezza. La seconda è un demone mutaforma che aspira alla guerra. Magda può trasformarsi in chiunque, e per ora l’abbiamo vista in tre vesti diverse. Nella sua originaria, all’inizio e alla fine dell’episodio, avvolta dalle fiamme e dalle grida di dolore. Nei panni di una finta madre premurosa, che fa visita al dottor Craft, e dell’assistente emancipata di Townsend.

La scintilla di Penny Dreadful City of Angels

Assoluto è l’impatto di questo primo episodio, che ci catapulta immediatamente nelle atmosfere esoteriche di una trama avvincente. I personaggi sono già tutti presentati e caratterizzati, sappiamo già da dove partono le vicende, e non vediamo l’ora di scoprire dove arriveranno.

I personaggi

Il cast sembra un’eccellenza, a partire dal duo mistico di luce e ombre. Avevamo ottime previsioni per l’ipnotica Natalie Dormer, interprete di Magda. Per ora, decisamente ripagate. Fantastico il suo passaggio da un personaggio a un altro, dalle movenze, alle espressioni, persino nella voce. Ma tutta la sua maestosità è riscontrabile soprattutto nelle vesti nere originarie, quando fiuta il terrore e bisbiglia nelle orecchie dei più deboli.

Sorpresa più grande è stata forse Lorenza Izzo nelle vesti di Santa Muerte. Solo il suo viso, che esce allo scoperto da un abbigliamento ingombrante, basta a darle tutta l’espressività che serve. La sua interpretazione è travolgente, terrorizzante e incantevole allo stesso tempo. Uno sguardo rivale, degno di Natalie Dormer. In una sfida dove le due attrici potrebbero mandare avanti la serie tv semplicemente guardandosi.

Per ora convincenti anche le altre interpretazioni, ma meno incisive. Questo dipende in parte anche dal personaggio interpretato. Grandi aspettative sono riposte in Rory Kinnear, volto del dottor Craft, che abbiamo già visto nell’originale Penny Dreadful. Nella Londra di Eva Green, partendo come personaggio marginale ci aveva incantati con la sua mostruosità, rivelandosi alla fine il più umano del racconto. Speranze di un’ascesa anche in Daniel Zovatto, interprete del protagonista, in quanto colonna portante di tutti gli eventi. Toccato personalmente da Santa Muerte e figura attiva della profezia celeste.

L’atmosfera

L’episodio si apre con una profezia e termina allo stesso modo. In un primo momento il futuro viene annunciato e Magda rivela alla sorella l’ineluttabilità degli eventi, per poi insinuarsi personalmente nella vita di Tiago Vega. A fine episodio il futuro prende forma e le parole si plasmano tra i viventi. L’incontro tra le due sorelle avviene di nuovo a fatti innescati, in un momento di pura poesia in cui le due si scambiano uno sguardo, mentre tutto intorno a loro cade nel caos.

Fantastico il distacco, anche a livello fotografico, tra bene e male, luce e oscurità. L’ambientazione della serie sembra già distintiva e riconoscibile. Le trame principali sono già tracciate, ma totalmente imprevedibili. Magda potrebbe insinuarsi nella vita di chiunque e raggiungere i suoi scopi, ancora ignoti, attraverso ogni altro personaggio.

Sublime l’idea del male che si insinua soffiando silenziosamente nelle orecchie dei deboli. Riferimento che sembra abbracciare l’idea del peccato sussurrato da un serpente nel giardino dell’Eden. Manifesto di come le tragedie più rumorose della storia siano iniziate gattonando inosservate tra gli insicuri.

Per ora, City of Angels, è proprio ciò che stavamo aspettando.

Penny Dreadful in City of Angels

Il paragone era d’obbligo per una serie che porta il nome di un’altra. Per anni abbiamo cercato invano qualcosa da guardare simile a Penny Dreadful. Non esisteva niente così e probabilmente mai esisterà, ma City of Angels potrebbe andarci vicino. Intelligentissima l’idea di creare uno spin-off, e non un sequel che quasi certamente avrebbe rovinato un finale perfetto. La scrittura di John Logan su entrambi gli show si sente, temi condivisi e idee somiglianti. Ancora è troppo presto per poter paragonare le due serie, ma per ora City of Angels sembra avere molto potenziale da regalare.

La colonna portante di Penny Dreadful era la poesia, che risplendeva nei dialoghi, nei colori e nelle inquadrature sempre taglienti. Si può dire che questo elemento è stato sostituito in City of Angels con la musica. Incalzante e prepotente in ogni scena, sempre in piedi con le vicende e con gli stati d’animo. Un aspetto che contribuisce in prima linea ad accrescere l’assetto emozionale della serie tv.

City of Angels per ora è già abbastanza, speriamo che si riveli una degna erede di un cult senza tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *