Boris su Netflix (dai dai dai) e la citazione a Lost

La miglior serie italiana di sempre è tornata nelle nostre televisioni. Boris su Netflix è tutto ciò che ci serviva per concludere al meglio questo periodo di quarantena. E il fatto che sia arrivata nel giorno della festa dei lavoratori, è davvero esilarante. Questa serie è un gioiellino indiscusso, ricolmo di citazioni iconiche e di scene leggendarie. Tra i vari omaggi presenti nella comedy, non poteva mancare un riferimento a Lost. Simbolo di quella televisione americana, tanto discussa e rispolverata da Stanis.

Boris e Lost

boris su netflix

Il primo episodio della seconda stagione di Boris, “La mia Africa“, si apre con un’inquadratura sul volto di Alessandro. Lo stagista è in terra e ha perso i sensi.

La scena omaggia proprio l’inquadratura iniziale di Lost, fortunata serie cult sci-fi andata in onda dal 2004 al 2010. L’aereo 815 è appena precipitato, Jack si risveglia frastornato e ferito, in compagnia di un cane. In seguito riprende la coscienza necessaria per raggiungere la spiaggia ed assistere al disastro dello schianto.

Gli stacchi della cinepresa sono identici. Il dettaglio dell’occhio e poi il viso, sia dall’alto che di profilo. Inoltre la scena di Boris stava ricreando l’Africa, per giustificare l’addio di Corinna agli “Occhi del cuore 2“. Dunque entrambi i volti sono all’aperto e nella natura, seppur quella di Boris sia ricostruita.

Boris su Netflix

Il regalo che ci ha fatto Netflix, non è indifferente. Questa meravigliosa serie tv, non solo negli anni non ha mai smesso di farci ridere, ma è riuscita a farci riflettere sulla nostra televisione. La comedy scredita e ironizza sui nostri prodotti televisivi, giocando sulla scarsa qualità scenografica, sull’incapacità attoriale, sui budget molto ridotti e su delle sceneggiature davvero scadenti.

Quel che più diverte, è che la satira è interpretata da attori che hanno fatto parte attivamente della nostra televisione, come Pietro Sermonti o Carolina Crescentini.

Boris, inoltre, ha cercato di dare un tono alle dinamiche di regia e di produzione. In un ambiente dove devi scendere a compromessi per sopravvivere e dove devi accontentarti semplicemente di far felice il pubblico, troppo spesso a discapito di una certa qualità televisiva.

La serie tv, durante le sue tre stagioni, non ha mai smesso di citare il cinema di oltreoceano. Ironizzando su come, non riuscendo ad eguagliare certi risultati, finiamo sempre per screditarli. Il nostro cinema non smette mai di sorprendere, ma la serialità potrebbe andare decisamente meglio. Ricordiamo l’iconico discorso di Stanis su Kubrick?

Io considero Kubrick un incapace! Lo considero il classico esempio di instabilità artistica, abbia pazienza! È uno che affrontava un genere, falliva e passava a un altro genere. Come lo vogliamo chiamare? Eh? Poi anni e anni da un film a un altro. Anni e anni di che cosa, eh? Di profondo imbarazzo per il film precedente, abbia pazienza!

Bene, Boris ha compiuto dieci anni, ma non potrebbe essere più attuale. Il momento di (ri)guardarla su Netflix è arrivato.

Non smetteremo mai di ridere, ma forse non inizieremo mai a capire.

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