Doctor Who, Blink: oggi 13 anni fa conoscevamo gli angeli piangenti

Il 9 giugno 2007 andava in onda Blink, stavamo guardando il decimo episodio della terza stagione di Doctor Who.

Riconosciuto dalla critica come uno dei migliori episodi dello show. Un BAFTA Craft e un BAFTA Cymru premiarono la sceneggiatura di Steven Moffat. Miglior rappresentazione drammatica in forma breve ai Premi Hugo, e numerosi elogi a Carey Mulligan, riassunti in un Constellation Award. Votato “miglior storia di Doctor Who” nel 2007, l’episodio perse per la miglior sceneggiatura ai Premi Nebula, solo di fronte al Labirinto del Fauno di Guillermo del Toro. Proprio come era già successo per Il bambino vuoto (2005), la BBC consigliò ai genitori di guardare la puntata insieme ai propri figli.

doctor who blink
Il Dottore ci mette in guardia in Blink

In seguito venne data una valutazione anche dal gruppo di statistica ufficiale della BBC, che prevede l’influenza degli episodi sui bambini. I BBC Fear Forecaster (previsori di paura), ovvero un quartetto di bambini di 6, 8, 10 e 14 anni, valutarono quanto l’episodio poteva essere spaventoso per i propri coetanei. Su una scala da 1 a 5, Blink venne valutato “fuori scala” con un 5,5. Era giù successo solo una volta, quando l’anno precedente andò in onda L’abisso di Satana, che ottenne un temibile 6.

Doctor Who: Blink

Blink è senza dubbio uno degli episodi più belli mai visti in Doctor Who, e la critica lo conferma. Ma tirando le somme, a 13 anni dalla prima messa in onda, dobbiamo ammettere che c’è molto di più da aggiungere. Conoscevamo Sally Sparrow e gli angeli piangenti, incoronavamo definitivamente gli interventi di Steven Moffat e sperimentavamo un episodio travolgente seppur carente del Dottore.

Insomma, sulla maggior parte degli episodi di Doctor Who si potrebbe dire tantissimo, ma Blink è uno di quelli di cui non dovremmo mai smettere di parlare. Spesso è quell’episodio che consigliamo ai nostri amici per introdurli alla serie, e di solito facciamo una bella figura. Spesso è quell’episodio che riguardiamo, e che non ci stanchiamo mai di guardare. Blink è uno degli episodi più particolari nella storia di Doctor Who, ma non riusciamo bene a rendercene conto mentre lo guardiamo.

Doctor Who: la trama di Blink

2007, Sally Sparrow entra a Wester Drumlins.

Sally entra nella casa abbandonata alla ricerca di qualche scatto, ma l’atmosfera è decisamente strana. Persino per per Wester Drumlins. Delle inquietanti statue di angeli che si coprono il viso, circondano l’edificio. Sally nota uno strano messaggio dietro la carta da parati, scritto da un certo Dottore, nel 1969. La frase la intima a fare attenzione agli angeli piangenti.

Sally raggiunge la sua migliore amica Kathy, e il giorno seguente le due tornano alla casa insieme. Uno sconosciuto individuo bussa alla porta, così Sally va ad aprire mentre Kathy resta in prossimità delle statue. L’uomo consegna alla protagonista delle lettere di sua nonna, che voleva fossero consegnate a Sally esattamente quel giorno a quell’ora, in quell’esatta casa. Sally si rende conto che le lettere e le fotografie sono a nome della sua amica, ancora per poco al piano di sopra. Difatti, nel frattempo Kathy viene travolta dagli angeli e dislocata ad Hull negli anni ’20. Avevamo appena scoperto come funzionavano gli angeli che piangono.

Sally si accorge della scomparsa dell’amica e legge le lettere. Kathy ha vissuto una bella vita, si è sposata e ha avuto dei figli. Chiede a Sally di avvisare suo fratello della sua assenza, inventando una buona scusa. Così la protagonista raggiunge Larry nel negozio di DVD dove lavora, e si accorge che lui sta guardando uno strano messaggio di uno strano tipo che parla del non battere ciglio, e altre stramberie del genere. Larry si è accorto che quel messaggio appare come easter egg su diciassette DVD non collegati tra loro.

Larry in Blink

Così, per curiosità, lascia la lista dei titoli a Sally.

Direzione 1969

La ragazza si incammina verso la stazione di polizia, e lì denuncia la stranezza ad un certo Billy Shipton, che ha già sentito parlare di Wester Drumlins. L’agente mostra a Sally un garage con molte auto, tutte lasciate abbandonate nei pressi della casa. Inoltre, tra i tanti veicoli, spicca un’appariscente vecchia cabina blu della polizia. Billy dice che la cabina è finta, e che non si può aprire in nessun modo. Sally sta andando via, ma si ricorda di aver preso qualcosa dalla casa in precedenza: una chiave pendente dalle mani di un angelo. Tornando indietro per avvisare Billy, Sally si accorge che è scomparso, così come la cabina. Gli angeli piangenti hanno colpito ancora.

Billy appare misteriosamente nella Londra del 1969, e ad aspettarlo ci sono il Dottore e Martha. In questo frangente il Dottore ci spiega come funzionano gli angeli piangenti, definendoli le creature più malvagie dell’universo. Si nutrono di energia temporale, e uccidono dislocando nel tempo, per poi cibarsi dell’energia creata. Possono muoversi solo quando non vengono guardati, per quello simulano un pianto. Si coprono il viso per evitare di guardarsi tra loro, e rimanere dunque intrappolati per sempre nella pietra. Il Dottore ha bisogno che Billy dia un messaggio a Sally Sparrow, e lui dovrà aspettare qualche decennio per compiere la missione.

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Billy, Martha e il Dottore nel 1969

Infatti, nel frattempo Sally è alla disperata ricerca di Billy. E lo trova in fin di vita in un letto d’ospedale. Prima che lui esali l’ultimo respiro, si salutano e lui le lascia il bramato messaggio del Dottore, che recita semplicemente di “guardare la lista“. Sally ora ha capito, la lista dei diciassette DVD ha un punto in comune: è lei. Così chiama Larry e gli da appuntamento a Wester Drumlins.

Don’t blink

All’interno della casa abbandonata, i due visionano insieme gli strani video messaggi del Dottore e si rendono conto che la metà della conversazione che manca è proprio opera di Sally. Larry sta trascrivendo ogni momento del dialogo, ed è proprio di quei fogli che il Dottore si servirà per lasciare i video messaggi.

Le persone pensano che il tempo sia una rigida progressione di causa ed effetto, ma in realtà da un punto di vista non lineare, non soggettivo, è più come una grossa palla un po’ vacillante che va e viene, fluttuante.

Il Dottore spiega ai due come aiutarlo. Devono entrare nel TARDIS con la chiave che ha Sally, cercando di sopravvivere agli angeli piangenti. I due scappano velocemente nel seminterrato della casa e trovano la cabina blu, ma appena entrati, essa viene immediatamente circondata dagli angeli.

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Inserendo un DVD nella console del TARDIS, la macchina del tempo si smaterializza lasciando i ragazzi a terra. Gli angeli ora sono in cerchio e si guardano a vicenda, non possono più fare del male a nessuno.

È passato un po’ di tempo e Sally ora lavora nella videoteca di Larry. Mentre è in negozio, vede il Dottore costeggiare la vetrina e lo raggiunge. In base alla sua linea temporale lui non sa ancora nulla, ma Sally gli lascia le trasposizioni di Larry, chiudendo dunque il paradosso temporale.

L’episodio si conclude con un messaggio del Dottore diretto a tutti noi:

Gli angeli stanno venendo a prenderti, attento, la tua vita potrebbe dipendere da questo: non battere ciglio. Cerca di non farlo. Se lo fai sei morto, loro sono veloci, più veloci di quanto immagini. Non voltare le spalle, non distogliere lo sguardo e non battere ciglio! Buona fortuna.

Doctor Who, Blink: recensione

Blink è un episodio incredibile, che tocca molti temi e generi di Doctor Who. Un po’ come era già successo per Finestre nel tempo, ma non propriamente, l’episodio si direziona su due piani temporali. Siamo a Londra, ma è sia il 2007 che il 1969.

In questo articolo potete leggere un elenco delle ambientazioni di ogni episodio di Doctor Who. Qualcosa che spesso non ci chiediamo, ma che invece è importante conoscere.

La puntata è l’unica della stagione nata dalla mente di Steven Moffat, che ha dato il suo stampo definitivo alla serie, facendoci apprezzare il suo contributo una volta per tutte. Blink viene definito un episodio “Doctor less“, letteralmente con “poco Dottore”. Sono pochi gli episodi di Doctor Who che appartengono a questa categoria, e ne troviamo un altro esempio in Sulle tracce mito, del 2006. Parliamo di episodi in cui la presenza del Dottore è poco costante e incisiva, e di questi particolari episodi di Doctor Who, Blink ne è la massima espressione. Funziona parecchio anche senza il protagonista, perchè ha tutto ciò che una buona storia deve avere.

Una trama originale, complessa al punto giusto, e ben raccontata. Una protagonista iconica, difficilmente sostituibile e aiutata da un’ottima interpretazione di Carey Mulligan. Un cast corale che si distribuisce perfettamente nei tempi e negli spazi giusti, diventando fondamentale in quei pochi minuti in cui appare.

Un angelo piangente

Dei cattivi che si rispettino, incredibilmente paurosi e per niente scontati.

L’atmosfera di Blink

Questo episodio ha trasformato il poco originale espediente della classica casa abbandonata, in una trama avvincente e imprevedibile. Non sappiamo mai cosa accadrà davvero, e quando i tempi sembrano ristabilirsi, c’è di nuovo qualcuno che viene dislocato nel tempo e che sconvolge di nuovo le dinamiche. Proprio come nella maggior parte degli episodi di Doctor Who, i temi si alternano tra il dramma e la commedia. Ma mai come in questo caso, l’atmosfera era stata così ben riuscita e bilanciata.

Il genere dell’episodio nuota tra il dramma, appunto, il thriller e l’orrore. E nel principio sembra direzionarsi anche tra l’avventura e il giallo investigativo. Questa del multi genere non è una novità per Doctor Who, che però ha trovato in Blink la sua massima espressione. Ogni direzione narrativa è perfettamente caratterizzata e fa in pieno il suo dovere, non togliendo niente agli altri generi. Un vero thriller, un vero giallo, un vero dramma d’avventura, e un vero horror.

Questo è inopinabile. Blink fa davvero paura, e ci riesce senza un particolare uso di effetti speciali, e senza l’aiuto di una colonna sonora agonizzante. Il merito è tutto dell’atmosfera inquietante e di nemici atroci. La grande capacità di Doctor Who nell’attrarre il suo pubblico, risiede lì. Nel mescolare i miti della fantascienza con le vicende della nostra vita quotidiana. Gli alieni non sono esili, dal grande viso e con le antenne verdi. Sono semplicemente creature diverse da noi, spesso anche solo entità, e non per forza fisiche. Doctor Who ha giocato con le nostre paura più profonde, ma che possiamo ritrovare nella vita di tutti i giorni.

Doctor Who e la paura

Prendere elementi comuni e inserirli in un contesto horror è una mossa geniale e convincente, che infatti si è rivelata incredibilmente efficace. Se io guardo un alieno sci-fi, posso temerlo durante la visione del film, ma con difficoltà tratterrò quel terrore a lungo. Se invece imparo rabbrividire per le ombre in terra, le statue, gli spaventapasseri, le crepe nei muri e molto altro ancora, posso trascinarmi quelle paure tutti i giorni con me. E funziona. Dal 9 giugno 2007, ogni volta che guardiamo una statua rabbrividiamo, e non possiamo fare a meno di fissarla.

Un’entità spaventosa, resa ancora più inquietante nell’aspetto dal valore del trucco. Difatti, gli angeli piangenti non erano delle vere statue, ma erano tutti impersonati dalla stessa attrice, Sarah Louise Madison.

Sarah Louise Madison interpreta gli angeli piangenti

Questa caratteristica rende ancora più inquietante l’aspetto di questi esseri incredibili, che sono nati per fare paura. Difatti, un’altra curiosità legata all’episodio, riguarda lo stesso Steven Moffat in persona. Il quale, da bambino, aveva il terrore della statua di un angelo vista in un cimitero. Un’immagine che l’ha tormentato nei sogni per molto tempo, tanto da realizzarne una copia scenografica.

Blink è un episodio di Doctor Who che ci colpisce alla prima visione, ma è solo attraverso il tempo che riusciamo a comprendere quanto sia incredibile e affascinante. Una storia monumentale, che ci coinvolge da subito, e ci tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Unico e imprevedibile. E ricorda, non battere ciglio.

Buona fortuna.

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