Prodigal Son: recensione della nuova (e bella) serie tv crime

Prodigal Son è la nuova serie tv FOX di genere investigativo. Con una prima stagione composta da 20 episodi, è andata in onda in Italia da gennaio a giugno su Premium Crime.

Un giallo che cede al thriller, a tratti oscuro e tenebroso. Spesso violento e suggestivo. Prodigal Son è una serie tv pretenziosa, che ha puntato molto in alto dal primo episodio. Difatti, disponeva di tutta la base necessaria per eccellere. A partire dal cast, capitanato a dovere dall’incredibile Michael Sheen. Pur con un’atmosfera sempre credibile e coinvolgente, non stiamo parlando di una serie tv perfetta. Ma di uno show godibile che avrebbe potuto giocare meglio le sue carte. Complice anche una trama più o meno originale, sviluppata in maniera molto originale, che prometteva molto.

Ecco una recensione di Prodigal Son, una serie tv da vedere se ami il genere poliziesco, i thriller psicologici e l’azione.

QUESTO ARTICOLO NON CONTIENE ALCUNO SPOILER SU PRODIGAL SON.

Prodigal Son: trama della serie tv

Malcolm Bright è un brillante detective e profiler della Polizia di New York. Sua sorella è una giornalista e sua madre una ricca donna ambiziosa. Ma il suo dorato quadretto famigliare nasconde un segreto. Malcolm e sua sorella Ainsley, sono infatti i figli di uno dei serial killer più spietati mai esistiti, noto come il Chirurgo. L’ex marito di Jessica seminò il terrore per la grande mela, venendo poi fermato proprio da Malcolm. Quando era ancora bambino, il protagonista si accorse di un’aria sospetta in casa sua e dopo aver visto più di qualche immagine incriminante, chiamò la Polizia, facendo arrestare il padre.

Successivamente i due continuarono a frequentarsi per un po’, Malcolm prendeva assiduamente parte alle visite in prigione. In un certo senso anche affascinato dalle storie di suo padre, sviluppò un grande interesse per la psicologia e per la criminologia.

prodigal son serie tv
Malcolm e suo padre Martin

Spinto da una grande motivazione, e con l’intento di riscattare le atroci azioni di suo padre Martin, iniziò la sua carriera nell’FBI. Purtroppo però, i grandi traumi vissuti da bambino non si sono mai fatti da parte, portandolo ad avere comportamenti irresponsabili, e spesso anche violenti, nel corso delle indagini. Malcolm venne inevitabilmente licenziato, e dopo aver perso il lavoro venne aiutato da Gil Arroyo, un vecchio amico di famiglia e detective della Polizia locale.

Malcolm, dopo tanti anni dall’ultima volta, è costretto a rivedere suo padre quando un assassino mette in scena azioni tipiche del Chirurgo. Inizia così una nuova e più matura relazione tra i due, che sfocerà in collaborazioni poco ortodosse per dare la caccia ai criminali.

Malcolm è interpretato da Tom Payne, mentre Michael Sheen presta il volto al padre Martin. Protagoniste indiscusse della storia anche Bellamy Young e Halston Sage, interpreti rispettivamente della madre e della sorella di Malcolm, Jessica e Ainsley. Le redini degli eventi spettano ovviamente anche al team di Malcolm, protagonista delle indagini, guidato come già detto da Gil (Lou Diamond Phillips).

Prodigal Son: recensione della serie tv

Come abbiamo già detto, Prodigal Son è una serie tv avvolta da un’aura decisamente ambiziosa. Decisa a toccare più di un genere narrativo che sfociano principalmente nel poliziesco e nel thriller, ma che principalmente si ritrovano nel grottesco.

Ogni episodio ha una trama indipendente ed autoconclusiva, pur portando con sè i temi della trama orizzontale. Proprio attraverso alcuni elementi delle singole puntate, si evolve il racconto principale e portante, e di conseguenza anche il rapporto tra Malcolm e Martin.

Malcolm e sua sorella Ainsley

Le due linee narrative, pur sempre citandosi a vicenda, si sono mosse con criteri totalmente diversi. Nonostante le trame dei singoli episodi siano assolutamente credibili e veritiere, spesso gli eventi legati al “padre serial killer” sono invece ai limiti del possibile.

Nel senso, è ovvio che la storia del Chirurgo sia fittizia, ma troppo spesso è argomentata con una grande quantità di dettagli macabri e si, lo ripeto, grotteschi. Nei flashback rivediamo immagini molto violente e crude, e andrebbe anche bene se l’impostazione narrativa di questo tipo rimanesse invariata. Ovviamente parlando di un efferato serial killer, non ci aspettavamo di vedere pecore che saltano lo sterrato. D’altro canto però, nelle indagini quotidiane le immagini sono meno incisive e meno cruente. E non sappiamo scegliere cosa ci piaccia di più.

I protagonisti di Prodigal Son

Probabilmente però, non molto da dire sui personaggi, interpretati molto bene nel contesto in cui sono inseriti. Malcolm è un investigatore ibrido, una sorta di detective tra Sherlock e Luther. Dalle classiche intuizioni geniali dell’ultimo minuto e a volte dai comportamenti inappropriati e sconvenienti. A tratti violento e tormentato, inevitabilmente ancora afflitto da disturbi post-traumatici.

Interessantissimo e coinvolgente il suo rapporto con il padre, che non perde mai occasione di dimostrare il suo orgoglio per il figlio. Difatti, l’aspetto più profondo, è che nonostante la natura ovviamente diversa, i due individui si somigliano molto. Dalla stessa mente geniale e intuitiva, dal medesimo sarcasmo e da un modo di porsi egocentrico e superbo molto simile.

Aspettata e scontata l’ottima performance di Michael Sheen nei panni del serial killer Martin. Ma questo lo sapevamo già. Un attore che funge da garanzia per ogni show che tocca. Prima di essere un folle e meticoloso omicida in Prodigal Son, l’avevamo visto nella serie tv Good Omens. Dove invece interpreta niente meno che un Angelo, di fianco a David Tennant. Un attore capace di eccellere in ogni ruolo e di dare profondità ad ogni personaggio.

In questo articolo potete leggere una recensione senza spoiler di Good Omens, una delle migliori serie tv dello scorso anno.

Michael Sheen in Prodigal Son

Ben riuscite anche le personalità delle due donne di casa, capaci di ritagliarsi il loro personale spazio, seppur con ruoli minori.

Leggermente più sottotono, ma comunque incisivi, gli altri personaggi. Che però brillano di luce riflessa.

Perchè guardare Prodigal Son

Prodigal Son è certamente una serie tv consigliata, coinvolgente e interessante. Uno show che intrattiene e che non annoia mai, nonostante le sue imperfezioni. Una serie tv con un potenziale che non è totalmente esploso, ma che comunque merita una visione e una recensione positiva.

Una serie tv avvolta da un grande senso dell’umorismo, mai fuori luogo nonostante l’atmosfera cupa. Un protagonista certo non destinato a diventare iconico, ma strutturato come si deve e perno centrale del suo personale quadro. Le vicende lasciano ovviamente il tempo ad una seconda stagione, che speriamo impari dai passi falsi della prima.

Prodigal Son è una serie tv che ti consigliamo se sei appassionato dei thriller investigativi e psicologici. Se ami l’azione poliziesca e i toni noir e crudi. Uno show che merita una possibilità, anche solo a premiare l’audacia che ha dimostrato.

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