Agents of SHIELD 7×03: recensione dell’episodio vintage

In questo articolo la settimana scorsa parlavamo del secondo episodio di Agents of SHIELD 7. Una puntata action, che aveva concluso l’avventura negli anni ’30 dei nostri protagonisti. Un capitolo decisamente sottotono rispetto al pilot, ma che comunque aveva mantenuto stabili le aspettative. Diciamocela tutta, affrontare viaggi nel tempo per salvare gli eventi non è una scelta narrativa propriamente originale. Eppure questa serie ha una verve tutta sua, inconfondibile. Lo show del MCU è sempre in grado di giocare al meglio le proprie carte, rendendo dei pretesti di per sè visti e rivisti, delle occasioni nuove per sperimentare un vecchio genere. L’episodio 7×03 di Agents of SHIELD è forse il migliore visto fin’ora, e vi spieghiamo perchè in questa recensione, un po’ romantica e un po’ vintage.

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU AGENTS OF SHIELD 7, NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Agents of SHIELD 7×03: recensione

La nuova avventura dei nostri eroi inizia più scoppiettante che mai. Negli anni ’50 è appena sorta l’Area 51, nasce il mito degli alieni, e tutto il mondo è (all’apparenza) colorato e vivace. Difatti, come avevamo già visto in Agent Carter, non tutti i colori sono illuminati dal sole.

Di nuovo la serie tv ricostruisce un momento storico, non nel senso più scenografico della questione. Non ci sono grandi scene di paesaggi o di scorci caratteristici, fatta eccezione per il pub a inizio episodio. Si tratta, per lo più, della riproposta di un certo clima, di un’atmosfera. Non a far vedere gli anni ’50, ma a farli respirare. I primi avvistamenti, alieni, i capelli cotonati, le bretelle, l’idea di supremazia americana e le prime grandi invenzioni.

Agents of shield 7x03 recensione
L’ingresso del laboratorio negli anni ’50

E poi ovviamente c’è lo SHIELD, anche dove pensavi non ci fosse. Ma altrimenti non sarebbe un agenzia segreta. Così l’ingresso nel laboratorio ci riporta ad Agent Carter, o ancora meglio a Captain America, facendoci ripensare anche alla scena iniziale di Ant-Man. Ma di tutto questo romanticismo parleremo più tardi.

Per ora la nostra recensione di Agents of SHIELD 7×03 da visibilità ad un’ottima sceneggiatura. Il pretesto alla X-Files, i nuovi riadattamenti della colonna sonora e dei titoli di testa ribadiscono l’attenzione ai dettagli e alla cultura pop di un determinato momento, in questo caso super vintage. I Chronicoms sono più pericolosi che mai, e c’è da ammettere che la squadra non è mai stata così poco efficiente. Vittima anche del rallentamento di due tra le più forti del team, parliamo ovviamente di May e Yo-Yo. Nonostante la poca efficienza, non manca la collaborazione, ogni personaggio ha infatti la stessa importanza e visibilità. Tralasciando la poca incisività, Melinda e Elena tornano di nuovo parte attiva nei piani. Lo stesso Deke, ha una posizione più rispettabile. Promozione che merita, cosa che infatti ribadisce anche lui stesso nel corso dell’episodio.

Un episodio che ha gettato molti spunti importanti, ma in cui non si conclude fondamentalmente nulla. Infatti dovremo aspettare la prossima settimana, o forse anche di più, per scoprire se e come il Coulson LMD si risveglierà. Cosa Sousa sceglierà di fare di lui, e come si evolverà il suo ruolo nel racconto. Cosa sono riuscite effettivamente ad arginare, Jemma e Daisy, nell’intento di fermare l’Helius. Si farà luce sulle situazioni delle due agenti migliori? E dov’è Fitz? Iniziamo a spazientirci.

Riferimenti al MCU

Se stai leggendo questa recensione dell’episodio 7×03 di Agents of SHIELD, sappi che è arrivato il momento di assaporare il romanticismo di cui parlavamo prima.

In questo articolo potete leggere un elenco di tutti i riferimenti di Agents of SHIELD ai film del MCU.

L’agente Sousa in Agents of SHIELD 7

In questa puntata le citazioni sono state molto evidenti. Da Daniel Sousa in persona, a Jemma che si finge Peggy Carter. Lo stesso ambiente del laboratorio, come dicevamo, ci ha ricordato moltissimo l’atmosfera de Il Primo Vendicatore. E infatti, negli episodi precedenti avevamo ritrovato le origini del Siero del Super Soldato. Gli eventi di questa stagione di Agents of SHIELD ripartono perfettamente da dove si erano fermati in Agent Carter.

Dunque la settima stagione dello show ABC, non solo diventa una stagione crossover, ma anche una stagione sequel di Agent Carter a tutti gli effetti.

I Chronicoms si rivelano antagonisti strategici, oltre che forti. E quella biondina inarrestabile aveva un non so che di Dottie, che chi ha visto Agent Carter ricorderà sicuramente. Speriamo di vedere nei prossimi episodi anche solo un’apparizione della dolcissima Peggy Carter e del suo amico di fiducia, Howard Stark.

Se hai letto la nostra recensione dell’episodio 7×03 di Agents of SHIELD, continua a seguirci per scoprire le prossime puntate. Questo è il trailer del prossimo episodio, intitolato Out of the Past.

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