Agents of SHIELD 7×04: recensione dell’episodio noir

Nell’episodio 7×03 la trama di Agents of SHIELD iniziava a crescere. Finalmente incontravamo l’agente Sousa e scoprivamo di più sulle situazioni dei nostri protagonisti. Molto è successo in questo quarto episodio, dove si conclude l’arco narrativo iniziato nel precedente. Questa è una recensione dell’episodio 7×04 di Agents of SHIELD, una puntata noir molto particolare. Unica nella forma e nell’estetica, ma anche nei contenuti. Un gioiellino che illumina di nuovo lo spirito d’ambizione che possiede la serie Marvel.

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU AGENTS OF SHIELD 7, NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Agents of SHIELD 7×04: recensione

Questo capitolo si differenzia da ogni altro, non solo di questa stagione, ma della serie intera. Il motivo più ovvio è che l’episodio è quasi interamente realizzato in bianco e nero. Inoltre, per lo stesso tempo è Coulson in persona a raccontare gli eventi come narratore esterno. La trama ricomincia dal 1955, e la scelta di narrarla in monocromia, dona alla puntata un tono noir inconfondibile.

La sceneggiatura, al di là della trama in sè, non trascura mai questi piccoli ma grandi dettagli. Non bastava inserire un tema in bianco e nero su una puntata a caso, per renderla “anni ’50”. I viaggi nel tempo che stiamo affrontando in questa stagione non sono didattici, i nostri personaggi non ci danno lezioni di storia o di vita. Ciò che si respira di questi viaggi nel tempo è l’atmosfera vera e propria, l’aria di quello specifico decennio.

Una scena del quarto episodio

Dopo l’aura alla X-Files dello scorso episodio, troviamo inseguimenti misteriosi, rapimenti in auto d’epoca e venditori di tostapane. Le poche scene d’azione perdono la loro dinamicità, sono più lente e meno incalzanti. Ma è giusto, la colonna sonora mirata le accompagna, e sembra quasi di essere a Sin City.

La trama e i personaggi

Nella recensione dell’episodio 7×04 di Agents of SHIELD possiamo finalmente tornare a parlare di Enoch. La squadra lo ritrova, o meglio, torna in contatto con lui. Difatti, il personaggio appare solo in poche scene dietro al bancone di un bar e per tutta la puntata mette in contatto i vari componenti della squadra. Dei siparietti che potevano anche rimanere omessi, ma che regalano dei momenti di comicità che legano e accompagnano il racconto. Una trovata che fa sorridere e che arricchisce i 45 minuti.

Deke avrebbe riscontrato meno problemi continuando a vivere nel suo futuro distopico. L’incontro con Wilfred Malick, vent’anni dopo l’ultimo approccio, è un elemento cruciale della trama orizzontale. Ma ci fa anche comprendere quanto il personaggio di Deke sia cresciuto. Ora è il protagonista di importanti passaggi del racconto, e per la prima volta nessuno è andato a salvarlo. Inoltre, è proprio a lui che per ora sono spettate alcune delle battute più incisive della stagione. I suoi occhi che vengono da un altro tempo, fanno più caso alle dinamiche dei nostri decenni più iconici. Gli uomini sono razzisti e sessisti, negli anni ’30, negli anni ’50, e poi chissà.

Jemma ritrova un po’ del suo distintivo carattere, interessandosi della situazione di May. Una personalità così entusiasta e vivace come la sua, è stata messa a dura prova da qualcosa che ancora non abbiamo capito cosa è. In ogni modo, la sua figura è ancora avvolta da un alone di malinconia.

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Daisy in una scena dell’episodio

L’agente May è uno dei personaggi chiave della puntata 7×04 di Agents of SHIELD, e di conseguenza anche di questa recensione. Mentre tutti ci concentravamo sulla situazione di Yo-Yo, il plot twist di Melinda ci passava sotto gli occhi inosservato: ora è inumana. Il personaggio meno sciolto emotivamente della serie tv, ora è in grado di provare le emozioni degli altri.

Così, alla fine della storia, Coulson non è in grado di provare emozioni. May può sentire ogni sensazione altrui solo sfiorando un polso.

Alla fine di Agents of SHIELD i ruoli si capovolgono in modo sottile, inserendo tante belle manciate di pepe nel racconto.

Agents of SHIELD 7×04: recensione – i riferimenti al MCU

L’agente Sousa affonda le radici in ogni minuto di questo episodio. Nei passaggi iniziali vengono anche mostrate delle scene originali di Agent Carter.

Allora, se la squadra salva Sousa il giorno della sua morte, Deke ci ha detto un sacco di fandonie. Non funziona più come Avengers: Endgame, cambiare il passato non cambierà il futuro!

No, non lo farà. Infatti tutto resto immutato. Secondo la storia Sousa è morto quel giorno. Tutto procede come è sempre andato, e come è già successo. La vita di Daniel è finita quel giorno, ma quel giorno, la fiamma di Peggy ha trovato una nuova strada da percorrere. Vedremo dove porterà.

Nel frattempo, puoi leggere l’elenco completo di tutti i riferimenti ai film Marvel in Agents of SHIELD.

Questa era la recensione dell’episodio 7×04 di Agents of SHIELD, il quarto capitolo di una stagione che sembra essere curata nei minimi dettagli. Il trailer della prossima puntata, intitolata Una trota nel latte promette un nuovo coloratissimo decennio.

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