Agents of SHIELD 7×05 e 7×06: recensione dei capitoli 70’s

Nell’episodio 7×04 di Agents of SHIELD era successo tantissimo. Una puntata originale e iconica, caratterizzata dal bianco e nero, dai toni noir e da colpi di scena assoluti. Episodio dopo episodio, non vediamo l’ora di scoprire come e dove (ma soprattutto quando) proseguirà il viaggio dei nostri protagonisti. Ci siamo. Questi sono gli anni ’70. Nei capitoli 7×05 e 7×06 di Agents of SHIELD ne abbiamo viste delle belle, bellissime. Una serie tv che sperimenta e che si riscopre momento dopo momento. Nuove citazioni al MCU, altre straordinarie avventure e un sacco di carne sul fuoco. Carne di prima qualità che un po’ ci intristisce. Va benissimo che la stagione finale di una serie sia fatta bene, ma così ci viene voglia di vedere altre mille stagioni.

Vediamo come se la sono cavata i nostri agenti negli anni ’70, tra outfit coloratissimi, genitori assassini, chip misteriosi e increspature temporali.

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU AGENTS OF SHIELD 7, NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Agents of SHIELD 7×05 e 7×06: recensione

Cominciamo col dire che parliamo di episodi oggettivamente molto belli, carismatici e coinvolgenti, però sempre guidati da una trama precisa e preziosa che evita di portare tutto in confusione. Giunti ormai a metà della stagione, possiamo dire che si tratta di un capitolo davvero bello, migliore del sesto e sicuramente degno di un finale.

Coulson e May negli anni ’70

Le atmosfere si riscoprono sempre uniche, a caratterizzare al meglio l’aura di un certo decennio. Non ricostruzioni storiche e geografiche accurate, ma dei veri tuffi nei luoghi comuni e nei must di quel momento preciso.

Negli anni ’70 ci sono macchine colorate, pantaloni a zampa di elefante, vestiti a fiori, pattini a rotelle, e altri cliché di questo tipo che si, sono restrittivi nel rendere giustizia a un intero decennio, ma si rivelano perfettamente in linea con l’identità della serie. Il viaggio nel tempo per salvare la storia non è una trovata propriamente originale, ma che in Agents of SHIELD diventa unica e diversa. I riferimenti “superficiali” ai decenni si allineano perfettamente alla vena leggera e fracassona della serie, e del resto, anche dell’MCU in genere.

Bene, abbiamo già detto fin troppe volte che la settima stagione di Agents of SHIELD ci piace proprio tanto, ma quali sono stati i meriti degli episodi 7×05 e 7×06? In realtà molti.

That ’70s show

Spendiamo inizialmente due parole sulla sigla anni ’70. L’intro, che cambia nello stile e nella musica in base al decennio di ambientazione, è una trovata eccezionale ma non scontata. Un’attenzione ai dettagli che si fa sentire e che contribuisce nel suo piccolo a farci sorridere di apprezzamento durante la visione.

Wilfred e Nathaniel Malick sono ancora vivi, anche se non dovrebbero. Ma ancora non sappiamo se e quali danni hanno causato alla linea temporale. Rimane il fatto che Deke ha ucciso Wilfred e Nathaniel si è appropriato dei poteri di Daisy. Vediamo tornare Enoch e scopriamo qualcosa in più sulla faccenda Fitzsimmons, come del resto anche Deke. Che cerca di fare il più possibile combinando solo guai. Mi ricorda una certa Daisy Johnson, che alle redini della squadra prima di Mack, causò non pochi effetti collaterali. Cambia l’atteggiamento, Deke non ha mai preteso di dare ordini a nessuno. Non agisce per il bene della squadra o per un bene superiore. Agisce sempre e solo per fare la cosa giusta e per aiutare.

agents of shield 7x05 7x06
Jemma e Deke sullo Zephyre

Ma troppo spesso sbaglia, tipo sparando a destra e a manca.

Decisamente ben riuscita la parabola di Mack, intensa e importante al punto giusto, senza però rubare l’attenzione alla missione principale. Soddisfacente il plot twist nel quale annulla l’esplosione del razzo, per poi distruggerlo in volo. Dolcissima la dinamica tra Yo-Yo e la sua finta famiglia, efficace anche l’imbarazzo iniziale, che riempe la situazione di verità.

Mack..lemore!

Agents of SHIELD 7×05 e 7×06: riferimenti alle stagioni precedenti

Torna il Faro e torna Rick Stoner, che difatti avevamo visto come ologramma proprio nel Faro, quando la squadra ci era entrata la prima volta nella quinta stagione. E vediamo un giovanissimo Gideon Malick, da citare anche successivamente.

Daisy vive la stessa esperienza di sua madre, tanto che lei stessa rivela a Sousa che tutto ciò è già successo, quando Whitehall fece gli esperimenti su Jiaying. Ed è proprio Whitehall ad essere nominato da Nathaniel, poco prima di prelevare il DNA di Quake. Poco prima di contrarre i suoi poteri. E proprio come successe a lei nella seconda stagione della serie, le sue ossa si stanno frantumando.

Daisy nella seconda stagione della serie

Coulson invece, finisce in una prigione mentale identica a quella vista nella stagione precedente con Jemma e Fitz, e molto simile anche a quella di Captain Marvel.

Agents of SHIELD 7×05 e 7×06: riferimenti al film Marvel

Nuovi freschissimi riferimenti al MCU in Agents of SHIELD. Un giovanissimo Gideon Malick già protagonista della serie, ma che aveva esordito nel MCU nel lontano The Avengers del 2012. In un database dei Chronicoms, invece, scopriamo i nomi del giovanissimo Bruce Banner, del già in carriera Nick Fury, e della leggenda Peggy Carter.

In conclusione, è d’obbligo far riferimento alla difficilissima ma stimolante situazione di May e anche al ruolo dell’agente Sousa, ora in pericolo insieme a Daisy, mentre Deke e Mack sono bloccati negli anni ’70. Una storia incredibile ancora da scoprire. Che peccato stia finendo.

Questo è il trailer del prossimo episodio, intitolato Le mirabolanti avventure di Mack e D. Insomma, ne vedremo delle belle.

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