Agents of SHIELD 7×08: recensione del profondo episodio

È un piacere scrivere la recensione dell’episodio 7×08 di Agents of SHIELD, come ogni settimana. Il settimo episodio di questa meravigliosa stagione conclusiva aveva stretto l’inquadratura su Mack e Deke, oggi ci ritroviamo invece a parlare di Yo-Yo e Melinda. E con molto piacere.

Una bellissima stagione, che pur mantenendo un’impostazione corale, riesce con ottimi pretesti a focalizzarsi su un protagonista alla volta. Meno riferimenti al MCU negli ultimi episodi e una parabola orizzontale più indipendente. Spunti accattivanti e azione a palate, risvolti sempre originali e sorprendenti, e una sceneggiatura divertente e perfettamente centrata nei vari decenni. Ma dopo tutto, anche tantissima profondità e spunti di riflessione, che hanno in particolar modo caratterizzato questo ottavo episodio di Agents of SHIELD 7.

Questa è la recensione della puntata 7×08 di Agents of SHIELD, tra vecchie conoscenze e nuove paure. O viceversa.

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU AGENTS OF SHIELD, NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Agents of SHIELD 7×08: recensione

Il team riesce a recuperare Mack e Deke, di cui avevamo visto le mirabolanti avventure nello scorso episodio. In questo capitolo, l’attenzione si focalizza su May e Elena, spiegando finalmente la natura dei suoi problemi. A far luce sul misfatto è una giovane, e ancora integra, Jiaying. Parecchia carne sul fuoco. Non possiamo godere dell’incontro tra Daisy e sua mamma che sarebbe stato, diciamola tutta, più che superfluo. Un’esperienza già vissuta che fondamentalmente non avrebbe portato a nulla di nuovo o interessante.

Così viene scelto che il personaggio di Jiaying si muova in funzione della trama, per aiutare Yo-Yo (che ricordiamo non aveva incontrato nella seconda stagione) e per farsi fregare da Nathaniel.

Jiaying insieme ad Elena nella puntata

Nathaniel, che si presenta finalmente in classico abbigliamento HYDRA per sfruttare le debolezze altrui, plagiando i deboli per conquistare il mondo, poco prima di distruggerli. In classico atteggiamento HYDRA.

Yo-Yo e Melinda

Emozionante il rapporto creatosi tra le due donne in avanscoperta, a modo loro. Sempre con i piedi in aria e i pugni serrati. La trovata di attribuire al blocco di Elena una spiegazione psicosomatica tutto sommato funziona. Certo, si perde per strada la curiosità, ma fondamentalmente sarebbero fuoriuscite troppe sottotrame, troppo lunghe, troppo complesse. A questo punto il problema di Yo-Yo è comunque di spessore, meno invasivo nei confronti della trama orizzontale, ma allo stesso tempo non stereotipato e un ottimo pretesto per far luce sul suo passato. Finalmente, infatti, dopo quattro stagioni apprendiamo qualcosa sulla sua infanzia.

E c’è anche da aggiungere, che nel contesto viene servita a May su un piatto d’argento la possibilità di utilizzare i suoi “poteri”. Matura e migliora anche lei, prendendo misura e coscienza delle proprie capacità. Sbocco narrativo che illumina il suo personaggio di una nuova luce, rendendolo ancora più interessante.

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Melinda e Yo-Yo nell’episodio

Il parallelo tra lei e Coulson è d’obbligo. L’empatico di mestiere, che per tutta una vita ha pagato i debiti delle sue debolezze affettive, ora è un robot.

E May, dal cuore duro e lo sguardo impenetrabile, la Cavalleria per eccellenza, è diventata una sorta di macchina delle emozioni.

Agents of SHIELD 7×08: recensione del massiccio aspetto emozionale

In questo episodio in preda all’azione, abbiamo visto una sfera emotiva molto importante. Chi più, chi meno, è stata evidenziata la situazione personale di ognuno.

Dal picco di May e Yo-Yo che fanno i conti con le loro capacità, all’accenno dello stato di sofferenza di Mack nei confronti di Elena. Daisy è meno indispensabile che mai, e questo le pesa molto. L’agente Sousa mostra dei segnali di interesse e preoccupazione nei suoi confronti, e cerca ancora di adattarsi al mondo come lo conosciamo noi. Jemma lascia uno straziante videomessaggio a Fitz, ascoltato da Deke che si emoziona, e non poco. E un po’ come noi. Dal divano, alle sue spalle, lontani, con gli occhi lucidi. E poi c’è Coulson, che affronta la battaglia più silenziosa, ma forse la più dura. Dice semplicemente di voler avere sete, e per tutto l’episodio si aggira con un bicchiere d’acqua in mano. Una semplicità che fa emozionare un sacco.

Commovente anche il discorso di Jiaying, che con la sua apparizione nell’episodio, ci da la possibilità di vedere anche un giovane Gordon.

“Prima, Dopo”

Insomma, una recensione di Agents of SHIELD 7×08 più che soddisfatta. Anzi, esterrefatta. Mancano negli ultimi episodi grossi riferimenti ai film Marvel, presenti invece in maniera massiccia all’inizio della stagione. Ma stanno aumentando in maniera esponenziale i riferimenti alle stagioni precedenti. Si prospetta così un finale di stagione (e di serie) ricco di pathos, di romanticismo e sentimentalismo. Probabilmente un brodo che farebbe piangere anche il Grant Ward della situazione.

In particolar modo, quando Sousa chiede a Jemma se si fosse mai lanciata da un aereo, lei risponde:

Due volte. E la seconda avevo il paracadute.

Jemma in quarantena nella 1×06

Si lanciò dal mezzo in volo nell’episodio 1×06 FZZT, quando dopo aver contratto un virus da un elmo chitauriano, tentò di sacrificarsi.

Cominciano ad essere troppi gli episodi senza Fitz, e Jemma non riesce ad essere la stessa senza. Ma il viaggio è ancora lungo e pieno di attrazioni da guardare fuori dal finestrino. Staremo a vedere cosa accadrà.

Questa era la recensione dell’episodio 7×08 di Agents of SHIELD, questo è invece il trailer del prossimo episodio, intitolato As I Have Always Been.

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