Agents of SHIELD 7×09: recensione dell’episodio sci-fi

Eccoci di nuovo, una settimana ancora, a ripetere quanto questa stagione di Agents of SHIELD sia bella e curata. Come per la recensione dell’episodio 7×08, come per ogni altra recensione di questo capitolo finale. Che, ahimè, sa proprio di finale. E la recensione della puntata 7×09 di Agents of SHIELD continua a proseguire l’andatura positiva della stagione. Mai un passo falso e mai un passo indietro. Nove episodi quasi esenti da difetti, profondamente diversi tra loro tra ambientazione, spirito, genere e scelte narrative, ma tutti mano nella mano.

Siamo quasi alla fine, ma alzi la mano chi è davvero pronto.

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU AGENTS OF SHIELD 7, NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Agents of SHIELD 7×09: recensione

Siamo tornati alla sigla iniziale nello Spazio, quella con i meteoriti e l’azzurro luminoso. Non a caso, questa puntata ricorda molto un capitolo della quinta stagione, quando era proprio nello Spazio che vivevamo le nostre avventure. Un capitolo più sci-fi degli altri, che vede i nostri protagonisti combattere un loop temporale. I soli Daisy e Coulson, coscienti del loop, sono in grado di guidare l’intera squadra verso la soluzione. Cosa c’è da dire?

Il rapporto tra Quake e l’ex capo dello SHIELD si rivela nuovamente sempre più forte, e anche se il legame è sempre stato d’acciaio fin dagli albori, ogni conversazione tra i due è sempre commovente. Commovente come l’addio di Enoch, che in tutto il suo fare robotico dimostra di saperne parecchio degli esseri umani e dell’essere umani.

Enoch nell’episodio di Agents of SHIELD

Un discorso struggente che riflette sulla vita, sull’amicizia e sull’amore. Apice del pathos, ovviamente la menzione al “migliore amico” Fitz, che speriamo di vedere il prima possibile.

Agents of SHIELD 7×09: recensione dell’amore

D’effetto anche la scoperta intimità tra Daisy e l’agente Sousa, sospettabile si, ma fino a un certo punto. Vissuta in uno dei tanti ricominciati loop, non può essere ricordata da Daniel. Chissà se Daisy manterrà il silenzio o se giocherà da subito le sue carte. Ma la domanda principale è: il suo personaggio ha davvero bisogno di un fidanzato? No, no e no. Però potendo scegliere tra mille, Daniel ci sta bene. Anche se Deke ci stava meglio.

Nella dichiarazione velata (ma non troppo) di Daniel, sono notabili i brillanti riferimenti a Peggy Carter. Sentimentalismi e amore, e ancora un sacco di palpitazioni. Coulson ultimamente ci fa piangere come apre bocca, sarà che la fine si avvicina, sarà che abbiamo visto la sua fine già troppe volte. Quake, cosciente del loop, vede il futuro e studia le mosse nel dettaglio per vincere sul tempo stesso. Era già successo. L’ultima volta c’entrava un passerotto intagliato nel legno, e d’un tratto Lincoln era morto. Fossi in loro terrei quel belloccio di Daniel Sousa al sicuro in uno sgabuzzino con scorte di cibo.

agents of shield 7x09 recensione
I protagonisti nell’episodio di questa settimana

Ricapitolando: nella versione sci-fi di un giallo di Agatha Christie prevalgono i sentimenti. Come sempre sono prevalsi in questa serie, prevalsi sull’azione, sulla fantascienza, sui superpoteri e sull’HYDRA.

Ma c’è qualcos’altro che ha reso questa serie tv il gioiellino che è oggi, si tratta dei colpi di scena. E sullo scadere dei minuti ne abbiamo visto uno niente male. Siamo davvero sicuri di stare sul divano ad aspettare un finale? No perchè, lo avete capito che dopo questo finale non ci sarà più nessun altro episodio?

Questa era la recensione del capitolo 7×09 di Agents of SHIELD, per ora godiamoci le altre quattro puntate che ci restano. La prossima avventura si intitola “Rubato” e sembra davvero, davvero importante.

E voi? Siete d’accordo con noi sulla stagione? Diteci la vostra nei commenti! E date un’occhiata a tutti i riferimenti di Agents of SHIELD ai film Marvel.

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