Appunti di un giovane medico: recensione della miniserie

Ieri ho visto Appunti di un giovane medico e mi è piaciuto proprio un sacco. Otto episodi da 25 minuti, divisi in due brevi stagioni. Perchè scegliere di guardare una serie tv così breve, di qualche anno fa e tratta dagli omonimi racconti di Michail Bulgakov? Insomma, in una serata di noia preparo un caffè e tiro fuori la cioccolata dalla credenza. Poi inizio a guardare sangue e neve nella Russia degli anni ’30. Vi spiego cosa succede (senza spoiler) e cosa mi ha spinta a guardare questo gioiellino senza averlo mai sentito nominare.

I racconti di un giovane medico dell’autore russo descrivono la carriera del dottor Vladimir Bomgard attraverso alcuni suoi scritti. Il medico, ormai in carriera, ritrovando alcuni suoi taccuini ricorda gli inizi della sua fortuna. Esattamente questo accade nella serie tv, dove il protagonista è interpretato da Daniel Radcliffe (da giovane) e da Jon Hamm (da adulto).

I protagonisti di della serie tv

Così, leggendo innanzi tutto i nomi dei due interpreti principali, mi convinco a compiere questa pazzia. Ammetto di avere un debole per le produzioni britanniche e soprattutto per lo humor british. Ancor di più se cede allo scorretto e al cringe. Dunque, nonostante Appunti di un giovane medico risalga ormai al 2012, io faccio spallucce e clicco play.

Appunti di un giovane medico: recensione

Ecco come il primo episodio di questo bizzarro esperimento mi ha subito conquistata. Il giovane Vladimir arriva in un piccolo ospedale sperduto per cimentarsi nella sua gavetta con le sue conoscenze ancora acerbe, nonostante gli ottimi voti scolastici. L’emozione del primo lavoro importante anima il protagonista, che deve fare i conti con gli strambi infermieri della struttura e con il fantasma del vecchio medico ancora idolatrato da tutti: il signor Leopold Leopoldovich.

I ritratti del nuovo e del vecchio medico

C’è sempre un Leopold Leopoldovich appeso maestosamente nel corridoio che mina il nostro nuovo inizio, allo stesso tempo è lì per indicarci il punto d’arrivo e forse ancora di più. Il corposo gruppo medico comprende l’ostetrica Pelageja, l’infermiera Anna e l’ulteriore infermiere dalle orecchie a sventola. Tre diversi personaggi profondamente stereotipati, ma posti in un contesto tale da essere resi interessanti proprio grazie al proprio stereotipo.

L’ambientazione è quasi unica e si sposta tra il presente, nello studio attuale del medico (Jon Hamm) e il passato, nella clinica isolata dove lavora il giovane (Daniel Radcliffe). Dopo tutto, il filo narrativo principale è quello dei ricordi, dove il Vladimir adulto interagisce in modo invadente con il se stesso più giovane. Per tutta la durata dello show vediamo contemporaneamente due versioni dello stesso protagonista, che si cercano ma non si somigliano affatto. Il più vecchio tenta di far macinare l’altro, che mano a mano inizia a cedere ad una sorta di depressione scaturita da una serie di dinamiche.

Dunque, siamo nella Russia degli anni ’30, in un piccolo ospedale in legno isolato in una campagna e avvolto dalla neve. Un medico accantona la sua trepidazione abbandonandosi alle dipendenze e all’ozio. Amputando gambe a bambine incoscienti e curando feriti di guerra. Per poi fare un bagno nella sala operatoria e dormire su un materasso dell’altezza di una copertina per cani. Cosa c’è di umoristico in tutto questo? Esattamente tutto ciò che ho appena scritto.

appunti di un giovane medico
L’ospedale dello show

Nonostante la sua messa in scena cupa composta da un gusto visivo crudo, sangue a palate, emozioni portate allo stremo e claustrofobia nell’ambientazione, Appunti di un giovane medico fa ridere un sacco. Ridere mentre distogli lo sguardo e ti copri la faccia con il palmo perchè cè troppo sangue. Ho trovato eccezionale la capacità di strappare fuori l’ironia da determinate situazioni e contesti, dove le risate non sono di solito ammesse, e neanche perdonate.

Menzione particolare ai due attori protagonisti, simili nella recitazione quando devono esserlo, ma anche in profondo contrasto quando ce ne è bisogno.

Consiglio vivamente questo show che mi ha mandato per traverso la cioccolata tra il disgusto e le risate. Quattro ore del vostro tempo spese più che bene, con una storia esemplare ed un gusto scenico da Dio. Appunti di un giovane medico è superbamente bella.


Ah, quasi dimenticavo. Guarda lo strepitoso Jon Hamm anche in Good Omens, una delle migliori serie tv dello scorso anno.

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