L’Alienista 2: recensione di Angel of Darkness

Scrivere una recensione de L’Alienista 2 è abbastanza semplice, quando un buon prodotto si comporta così finisce per recensirsi da solo. Partiamo con l’ovvio. L’Alienista è un’ottima serie tv, gioiellino non famoso quanto dovrebbe del catalogo Netflix. Gli interpreti hanno fatto le loro valigie da Hollywood, e si vede. Luke Evans, Dakota Fanning e Daniel Bruhl ripetono il capolavoro della prima stagione, regalando ancora una volta delle interpretazioni sensazionali. Un’accurata ricerca nei costumi e nelle scenografie, che contribuisce a far immergere lo spettatore nell’ambientazione. Una storia sempre energica, seppur meno rispetto alla precedente. Risvolti avvincenti e colpi di scena tutto sommato imprevedibili.

Poi c’è il meno ovvio, ma sono qui per illuminarvi.

L’Alienista 2: recensione

Non abbiamo aspettato neanche poco per questo secondo capitolo, e dopo aver cliccato riproduci è durato poco più di due serate. Le storie dei personaggi riprendono (più o meno) da dove si erano fermate. Mentre la cinepresa non c’era è successo più di qualcosa e le interazioni sono completamente diverse. Viene alla luce in particolar modo la crescita di Sara Howard, che più di tutti si rivela la vera protagonista di questa stagione, come era stato probabilmente il turno di Laszlo nella precedente. In effetti, in questi episodi il medico interpretato da Daniel Bruhl si vede e si sente di meno. Ne L’Alienista c’è meno alienismo e più inseguimenti.

L'Alienista 2 recensione
I protagonisti de L’Alienista

Una parentesi più adrenalinica, ma non per questo più travolgente. Scarseggiano le scene in studio, con i protagonisti a collegare luminosamente gli eventi su una lavagna. Partiamo dal presupposto che questo può trovare una sua coerenza, poichè si trattava del caso di Sara Howard, che dunque ha agito come agirebbe la polizia. Diciamo una polizia umanamente intelligente. Non essendo come nella stagione precedente un’iniziativa del dottor Kreizler, la psicologia viene a mancare un po’. Ma ricordiamoci del titolo della serie tv.

A sopperire allo scivolone arriva l’arco narrativo di Laszlo che però, in quanto secondario, non è gestito abbastanza bene. Tutto sommato le varie questioni risultano un po’ scollate e boh, beh, non so, vedremo.

Comunque, diamo a Cesare quel che è di Cesare. E una recensione de L’Alienista 2 non può che essere una buona recensione. Nonostante qualche imperfezione di trama, parliamo sempre di una storia coinvolgente che sa farci empatizzare con i personaggi, anche se di una realtà molto distante dalla nostra. Una trama in cui i cattivi non sono mai veramente cattivi, ma profondamente feriti e lapidati dalla vita. Un’ulteriore racconto struggente che lascia l’amaro in bocca, questa volta condito con del macabro e del lugubre che nei primi episodi non erano così evidenti.

L'Alienista 2 recensione
Dakota Fanning interpreta Sara Howard

Un bel lavoro dai toni noir che stupisce quando deve stupire e “annoia” quando serve, pur mantenendo alta l’attenzione nello spettatore. Non era facile rispettare l’aspettativa che la stagione d’esordio aveva creato. Ma tutto sommato si, ci siamo riusciti. Bello da vedere, profondo da sentire, giusto da aspettare ancora. Ma vogliamo più gesso sulla lavagna.

Questa era la recensione de L’Alienista 2, che è una delle migliori serie tv del catalogo Netflix.

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