The Crown 4: recensione della stagione Netflix

The Crown 4 è probabilmente la stagione migliore della serie originale Netflix, e merita (spoiler) una recensione positiva per mille motivi diversi. Per il coraggio di aver rappresentato senza filtri argomenti ancora oggi scomodi, per aver “accantonato” il ruolo della protagonista a favore di nuovi elementi che più meritavano la scena, per aver confermato con un finale perfetto l’eccellenza di questo secondo cast.

È stata la stagione delle donne, di una Regina messa quasi in ombra da Lady D e Margaret Thatcher. La stagione più profonda e anche quella più cruda e sensibile. E anche se rispetto alle prime stagioni si insinua di più il fattore romanzato, il mondo creato da The Crown continua ad essere credibile. Perchè al di là della Corona, del lusso e delle responsabilità, l’intento dello show è stato dall’inizio quello di mostrare il lato più umano dei reali, di far filtrare la luce attraverso le loro crepe, di modo che noi potessimo scorgere tutti quei lati che altrimenti non potremmo conoscere.

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Il cast di The Crown 4

Questo è l’elemento che più mi sento di mettere in luce in questa recensione di The Crown 4. Ed è seguendo questa coerenza che la quarta stagione della serie preferisce omettere le immagini del matrimonio di Carlo e Diana (che tutti conosciamo) per lasciare invece spazio alla loro vita matrimoniale all’interno delle mura domestiche. Secondo questo filo logico, vediamo in due brevi scene le gravidanze della Principessa, e non assistiamo mai ai parti. Ciò che vediamo, è invece tutta la sofferenza della ragazza, intrappolata in un matrimonio più grande di lei e alle prese con la bulimia.

La prima immagine che osserviamo di lei è fissa sul suo sguardo. Quasi velato sotto al suo costume di Puck di Sogno di una notte di mezza estate, e incredibilmente genuino e gioioso, seppur intenso. È proprio fissa sul suo sguardo che la stagione chiude il sipario. Lo sguardo di una prigioniera ancora troppo emotiva, ingenua e dolce per quel mondo che credeva una favola. Questo dice già tutto sull’incredibile interpretazione di Emma Corrin, che attraverso anche solo le movenze e le espressioni è riuscita a raccontare perfettamente un vissuto che non le appartiene. La così detta interpretazione della vita, che l’ha portata al cospetto del grande pubblico. Non è una novità invece l’approccio eccelso di Gillian Anderson alla recitazione. E ci tengo che questa recensione di The Crown 4 metta in evidenza il valore del cast, che non è scontato.

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Emma Corrin interpreta Lady D in The Crown 4

Perchè questo gioiellino Netflix non ne sbaglia uno, mai nessun attore, neanche in un ruolo secondario, ha mai abbassato la media di recitazione della serie. Pur con la formula del totale rinnovo del cast, una soluzione del tutto nuova e rischiosa in campo seriale. Ma lo studio che c’è dietro a The Crown 4, e alla serie stessa in genere (punto secondario di questa recensione), è spiazzante. I ruoli sono così preparati nel dettaglio, che sembra davvero che Claire Foy e Olivia Colman siano la stessa persona. Gillian Anderson ci regala così una delle sue migliori interpretazioni in carriera, rendendosi protagonista di uno show che non è il suo.

Non smetterò mai di dire wow guardando la ricerca minuziosa virata sui costumi e le scenografie, complici nel creare un’atmosfera che si può quasi respirare dal nostro divano.

The Crown si conferma ancora una delle migliori serie tv storiche del catalogo Netflix (e non solo), capace di coinvolgere chiunque attraverso un’empatia fine e intelligente. Un lavoro in cui riponiamo così tanta fiducia, da non temere nemmeno il prossimo secondo rinnovo del cast.

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