The Mandalorian 2: recensione del gioiello Star Wars

L’idea fu brillantissima: guardo The Mandalorian 2 con un quaderno degli appunti vicino, così sarò prontissima quando dovrò scrivere la mia recensione.

Ogni puntata si ripeteva la stessa storia. L’episodio finiva e io guardavo il foglio bianco accorgendomi di non aver scritto nulla neanche quella volta. Niente di niente. Ero come ipnotizzata dalla televisione, e non sto parlando di puro coinvolgimento visivo. Ciò che di più grandioso ha fatto The Mandalorian, è stato mettere d’accordo fan intransigenti (e pure un po’ stufi) della saga, e ultimi appassionati meglio disposti a chiudere un occhio qua e là.

L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU THE MANDALORIAN 2: NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI ANCORA VISTO LA SERIE.

Se l’ultima trilogia cinematografica ha diviso il pubblico, e non proprio al centro, The Mandalorian ha saputo trovare un giusto equilibrio tra ciò che i fan volevano, ciò che i fan si aspettavano, e soprattutto ciò che i fan non si aspettavano. Quando ho visto Star Wars la prima volta avevo dieci anni, ed è magico sentirsi ancora così guardando degli episodi televisivi quasi quindici anni dopo.

Non la poltrona del cinema vicino casa, non i pop corn pagati più del prezzo del biglietto, non il volume assordante nelle orecchie, non il buio scenico e certamente non il silenzio assoluto. Il posto dove ti siedi sempre sul divano di casa, della cioccolata scadente, il meglio del volume che un televisore medio può offrire, una luce soffusa e qualche distrazione intorno. E io che volevo scrivere la recensione di The Mandalorian 2 leggendo degli appunti, pensa te. Vado a braccio.

the mandalorian 2 recensione

Questo dimostra che quando c’è magia in quello che guardi, non importa nient’altro se non le immagini davanti ai tuoi occhi. E quelle immagini mi hanno incatenata allo schermo, facendomi persino dimenticare di scrivere qualcosa sui miei foglietti bianchi, che da brava nerd avevo preparato.

Se dovessi parlare oggettivamente, e al di là del sentimento mi tocca, direi che gli episodi sono splendidamente costruiti. Ogni momento, dalla prima stagione, non era altro che un tassello per costruire questo puzzle finale. Ogni personaggio, anche il meno significativo, ha contribuito a legare la storia contro il suo incredibile momentaneo finale. Ciò che forse si può definire ripetitivo, è il processo narrativo degli episodi. Per lo svolgersi della trama il mandaloriano ha bisogno di qualcosa, ma deve affrontare qualcos’altro in cambio. Così, passaggio dopo passaggio, compromesso dopo compromesso, arriviamo alla soluzione finale. Una chiave di lettura certamente mai noiosa, ma comunque statica.

Questo potrebbe anche essere un parere critico, se non fosse che il punto di forza di The Mandalorian è esattamente l’opposto. La serie tv vive di aria, di atmosfera, di grazia. Nella serie tv che si pone in coda a Il ritorno dello Jedi, l’estetica si rivela perfettamente centrata. Anche il gusto visivo, scenografico e della regia rispecchia delle modalità coerenti con la prima trilogia. Guardare The Mandalorian è respirare Star Wars.

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E noi creduloni che vedevamo in Boba Fett il colpo di scena dell’anno, ci siamo ricreduti guardando il colpo di scena del secolo. Già, sto parlando proprio di quei venti minuti finali in cui ci siamo dimenticati persino di respirare mentre guardavamo la televisione. Dopo una prima metà dell’episodio finale epica ma comunque prevedibile, si scatenano una carrellata di dinamiche imprevedibili narrate in modo impeccabile, fluido e sentimentale. Un regalo ad ogni appassionato della saga, ma niente affatto melenso o fuori contesto. La mossa giusta, al momento giusto. Un tripudio di passione, stupore bambinesco e palpitazioni.

Una serie tv wow con personaggi wow, una sceneggiatura wow e un finale wow. Una formula che fa ben sperare in una terza stagione e in tutte le altre serie Star Wars che stanno per approdare sulla piattaforma.

Una recensione di The Mandalorian 2 che promuove, perchè non esiste nessuna recensione onesta che può non farlo.

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